sabato 17 marzo 2012

Pane con le noci e i semi di girasole (alice è viva e impasta insieme a noi!)

Questo viene da una delle mie solite mailing list americane e infatti c'è il latte in polvere.
Ho trasformato le dosi in grammi, originariamente erano in cups.
E' per la macchina del pane, questa ricetta, ma naturalmente si può adattare ad un procedimento manuale.


Servono:

  • 280 gr di acqua
  • 20 gr di burro morbido
  • 550 gr di farina 00
  • 20 gr di zucchero
  • 15 gr di latte in polvere
  • 1 bustina di lievito di birra liofilizzato.
  • 40 gr di semi di girasole
  • 40 gr di gherigli di noce


Inserire gli ingredienti nella macchina nell'ordine indicato, tranne i semi e i gherigli, che si aggiungeranno al bip.
Selezionare il programma base.

Il commento della copiona: buonissimo, questo pane! Un po' dolcino, perfetto con dei formaggi dal sapore deciso, come il gorgonzola per esempio.

Alici fritte in due modi (qualche volta friggo anch'io, eh!)

Il mo odio per gli odori di fumo e di cucina che rimangono sugli abiti e sui capelli è risaputo ed è il motivo per il quale non friggo praticamente mai.
Ma sabato scorso, considerando che i capelli me li sarei comunque lavati il giorno dopo e avrei avuto un'intera domenica per arieggiare casa, ho preparato le alici fritte in due modi diversi: in pastella, che diventano tipo delle frittelle, e semplicemente passate nel pangrattato fine, come le avevo mangiate in un ristorante e mi erano piaciute un sacco.
Le foto sono particolarmente orribili, perchè metà della produzione ce la siamo mangiata in piedi intanto che le friggevo e non pensavamo certo alle foto, le rimanenti (qui frettolosamente immortalate) sono state portate dai nostri amici Marta e Giovanni, che, nel bel mezzo della frittura, ci hanno telefonato per invitarci estemporaneamente a cena.


Servono:

  • alici pulite per la cottura, aperte a libro
  • farina
  • uova
  • sale 
  • pangrattato
  • olio per friggere


Mettere a scaldare l'olio da frittura in un tegame alto.
Nel frattempo, sbattere le uova (in numero adeguato alle alici da frittellare) e mettere in due piatti separati la farina e il pangrattato.
Per le alici in pastella: infarinarle, passare nell'uovo sbattuto e friggerle.
Per le alici al pangrattato: passare le alici nel pangrattato e friggerle subito (e come, se no? ;-) )
Salarle e servire.

Le prime hanno tempi di cottura leggermente più lunghi, le seconde sono praticamente da immergere nell'olio e tirare su subito. L'olio deve essere a temperatura media: se troppo alta, le alici si scuriscono subito, se troppo bassa si imbevono di olio.

Il commento della copiona: buonissime, mangiate con le mani intanto che friggono! Io preferisco quelle al pangrattato, ma anche le frittelle sono ottime!

giovedì 15 marzo 2012

Insalata di cannellini e finocchi (quaresimale? no, no!)

Questa insalata si fa velocemente ed è sorprendentemente buona, perfetta per un  pranzo leggero o una cena veloce e, se servita in dosi mignon, è un eccellente antipasto vegetariano.
La ricetta viene, al solito, da una delle mie mailing list americane.

Servono:

  • 1 finocchio medio
  • 250 gr di fagioli cannellini già cotti
  • 1 scalogno
  • 1 spicchio di aglio
  • il succo di 1/2 limone spremuto
  • peperoncino
  • olio extravergine di oliva
  • sale


Scaldare due cucchiaiate di olio in una padella, aggiungere lo scalogno e il finocchio affettati finemente e saltare,  mescolando spesso, fino a quando il finocchio comincerà a dorare. Aggiungere l'aglio e cuocere ancora per qualche minuto, sempre mescolando. Una decina di minuti in tutto e sarà pronto.
Mettere il finocchio in una piccola insalatiera, aggiungere i cannellini e condire con il limone, sale, peperoncino macinato a piacere e finire con un giro d'olio crudo.

Il commento della copiona: buono e delicato.

lunedì 12 marzo 2012

Tarte di cipolle, gorgonzola e noci (non per signorine, ma gnam gnam gnam!)

Non è esattamente un piattino ospedaliero, questo, ma quant'è buona questa tarte! La ricetta viene da una delle mie mailing list americane.
Si fa prestissimo a farla ed è buona sia calda, tiepida o a temperatura ambiente.

Servono:

  • 1 rotolo di pasta sfoglia (o fatela da voi, se preferite: io non preferisco ;-) )
  • 600 gr di cipolle dorate (peso pulito)
  • 200 gr di gorgonzola piccante
  • 50 gr di gherigli di noce
  • olio extravergine di oliva
  • aceto balsamico


Accendere il forno a 200°.
Affettare le cipolle sottili e stufarle in un tegame con qualche cucchiaio d'olio e un po' d'acqua per circa 1/4 d'ora, mescolando spesso: devono ammorbidirsi e cominciare a dorare.
Spruzzarle con un cucchiaio di aceto balsamico, salare leggermente e continuare la cottura per altri 5 minuti, fino a quando saranno leggermente caramellate.
Ritirarle dal fuoco e farle raffreddare.
Disporre la pasta sfoglia nella teglia e ricoprirla con le cipolle.
Sbriciolarvi sopra il gorgonzola e cospargere con i gherigli di noce.
Infornare per una ventina di minuti, o fino a quando la pasta sarà gonfia e dorata e il formaggio sciolto.
Sfornare e lasciare intiepidire per una decina di minuti, poi servire.

Il commento della copiona: se piacciono i sapori forti e decisi, questa è una squisitezza!

domenica 11 marzo 2012

Insaporitore di pollo e manzo (chiamatelo dado, se volete...)

Per qualche ragione che non sto qui a spiegare (ma non è detto che prima o poi non faccia un post apposito... vediamo...) devo stare alla larga da un sacco di cose, tra le quali i conservanti e gli additivi dei cibi in genere.
E' difficilissimo, perché c'è qualcosa in ogni dove, ma io sono abituata a cucinare partendo da  ingredienti freschi e non da semilavorati o prodotti pronti e quindi mi riesce un po' più facile.
Oggi ho rifatto l'insaporitore, che per far presto viene chiamato dado.
L'ho fatto col bimby e la ricetta viene da una raccolta che avevo trovato sul web. E' veramente buono e profuma la casa intanto che si cuoce.
Si può fare anche in una pentola normale e poi frullarlo bene alla fine.
Un cucchiaio da tavola raso corrisponde ad un dado industriale.

Servono:

  • 200 gr di manzo, a pezzetti
  • 150 gr di petto di pollo, a pezzetti
  • 60 gr di parmgiano a pezzetti
  • 100 gr di sedano, con un po' di foglia, a pezzetti
  • 100 gr di carote, a pezzetti
  • 1 pomodoro pelato
  • 50 gr di cipolla, a pezzetti
  • 150 gr di acqua
  • 150 gr di sale grosso iodato


Mettere tutti gli ingredienti nel boccale del bimby e cuocere 30 min. 100° vel. 1.
Al termine, portare lentamente a turbo e omogeneizzare per 2 minuti.
Conservare in barattoli di vetro, in frigo.

Il commento della copiona: faccio spesso gli insaporitori, usando ricette diverse. Non mi piacciono per fare il brodo, ma sono perfetti - appunto - per insaporire i piatti limitando le schifezze. Il colore e la consistenza non sono esattamente invitanti, ma per la salute si fa questo ed altro ;-)

Pollo alla Franceschiello e finte patatine novelle alla Nigella (post con doppia menzione e dedica)

Comincio dal contorno.
Un po' di giorni fa, la mia amica Alessia dice che ha visto in TV la Nigella (so solo vagamente chi essa sia, confesso...) che arrostiva dei normali gnocchi di patate pronti e li serviva come contorno a un piatto di carne.
Ho seguito con attenzione gli esperimenti che Alessia e altre amiche hanno fatto e oggi ci ho provato anch'io, perché i piatti buffi e divertenti, come questo, non posso proprio farmeli mancare.
Il pollo alla Franceschiello, invece, l'avevo mangiato in Abruzzo tempo fa e mi era piaciuto un sacco. La ricetta è saltata fuori dai miei appunti, non ho idea da dove provenga.
L'ho rifatto oggi e lo dedico alla mia amica Lisa, che per qualche ragione così è stata rinominata.

Per il pollo servono:

  • 1 pollo tagliato a pezzi (io ho usato solo le anche)
  • mezzo bicchiere di olio extravergine di oliva
  • 4 spicchi d'aglio incamiciato
  • 2 bei rami di rosmarino
  • peperoncino piccante
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • 100 gr di olive nere, meglio se snocciolate
  • un vasetto medio di giardiniera in agrodolce
  • sale


Spellare il pollo, lavarlo, asciugarlo e farlo rosolare in un tegame con l'olio, l'aglio, il rosmarino e una bella macinata di peperoncino rosso.
Bagnarlo col vino bianco, salare, incoperchiare e cuocere a fuoco medio per 45 minuti circa, trascorsi i quali scoperchiare la pentola, aggiungere le olive nere e la giardiniera, scolata dalla sua acqua di vegetazione.
Il tempo di far restringere un po' il sughetto e colorire il pollo e il piatto è pronto da servire con le finte patatine novelle.

Per le finte patatine novelle servono:

  • gnocchi di patata già pronti (io ne ho usati 1/2 kg, eravamo in due e ne sono avanzati un po')
  • olio extravergine di oliva
  • rosmarino
  • poco sale


Accendere il forno a 220°, disporre gli gnocchi in una teglia antiaderente senza alcun condimento.
Infornarli e lasciarli cuocere per una mezz'oretta, controllandoli di tanto in tanto.
Qualche minuto prima della fine della cottura condirli con poco olio, aghi di rosmarino e poco sale.
Contuinuare la cottura per ancora qualche minuto, fino a quando all'assaggio risulteranno morbidi dentro, ma con una crosticina croccante fuori.
Servirli subito.

Il commento della copiona: ottimi tutti e due!


Torta di mele e cocco (è domenica, din don dan!)

Di questa torta, che è presente, con minime varianti, in ennemila blog e siti (trovo quindi difficile dare i credits sulla maternità) mi ero scritta: fatta 26/09/06, da rifare assolutamente, ottimissima!
L'ho rifatta oggi e confermo che è veramente una delizia, quindi la condivido volentieri.

Servono:

  • 160 gr di burro morbido
  • 200 gr di zucchero
  • 4 uova
  • 200 gr di farina autolievitante
  • 100 gr di farina di cocco
  • 3 mele piccole
  • il succo di un limone
  • 1 cucchiaino di essenza di vaniglia
  • zucchero velo e poco cocco per guarnire


Scaldare il forno a 160° ventilato.
Usando lo sbattitore elettrico, montare il burro con lo zucchero, aggiungere le uova una alla volta fino ad ottenere un composto gonfio e spumoso, poi unire il succo di limone e la vaniglia. Può darsi che il composto si stracci un po' e sembri impazzire, ma non è un problema.
Unire una mela e mezzo tagliate a dadini e la farina, mescolando con una frusta o un cucchiaio di legno.
Incorporare la farina di cocco, mescolare bene e rovesciare il composto in uno stampo imburrato.
Affettare sottilmente la rimanente mela e mezzo e disporla sulla superficie del dolce.
Infornare per circa 35 minuti, poi fare la prova stecchino.
Sfornare, far raffreddare e sformare sul piatto di portata, decorando poi con una spolverata di zucchero a velo e poca farina di cocco.

Il commento della copiona: soffice, morbida, umida e buonissima!





domenica 4 marzo 2012

Vellutata di sedano rapa (una delle più buone della mia vita)

Questa ricettina mi era arrivata tanti anni fa da una delle mie mailing list americane e c'era scritto che era ispirata al New York Times. L'avevo fatta e mi era piaciuta in modo straordinario, poi la mia casa l'aveva inghiottita e avevo perso il prezioso foglietto dov'era scritta.
L'ho ritrovata, l'ho rifatta e sì, è davvero una delle migliori che abbia mai fatto e mangiato in vita mia.
Si può arricchire con pane abbrustolito o mandorle tostate, ma suggerisco di provarla as is, perchè è veramente deliziosa.

Servono:

  • olio extravergine di oliva
  • 1 grosso porro
  • 1 cipolla dorata
  • 4 spicchi d'aglio
  • 2 gambi di sedano
  • 1 kg di sedano rapa (peso pulito)
  • 1,5 lt di brodo di pollo
  • poco latte
  • prezzemolo (a piacere)


Riscaldare 5 cucchiai d'olio in un tegame, aggiungere il porro a fettine, la cipolla tritata grossolanamente, i gambi di sedano a pezzetti e l'aglio affettato. Aggiungere poca acqua e lasciar appassire, mescolando spesso.
Nel frattempo, pulire il sedano rapa e tagliarlo a grossi pezzi, poi unirlo al soffritto quando questo sarà pronto.
Bagnare col brodo, incoperchiare a metà e far cuocere per circa 35-40 minuti, o fino a quando i pezzi di sedano rapa si romperanno facilmente punzecchiandoli con una forchetta.
Togliere la pentola dal fornello, aggiungere poco latte (due dita di un bicchiere, più o meno) e omogeneizzare bene con il minipimer o dentro il boccale di un frullatore.
Non dovrebbe servire sale, perché la crema è già sapida di per sé, ma nel dubbio assaggiare e aggiustare a piacere il gusto.
Servire con qualche goccia di olio extravergine di oliva e prezzemolo tritato a piacere.

Il commento della copiona: il sedano rapa ha moltissimo scarto, quindi prevedere abbondanza nell'acquisto per poter ottenere il peso pulito necessario.



sabato 3 marzo 2012

Pane integrale al sesamo nella MdP (post svogliatissimo)

Poca voglia di cucinare, poca voglia di raccontare quel poco che faccio,
Comunque... siccome ho detto più di una volta che questo è il mio quaderno di appunti, bisogna che questo pane lo riporti, perchè è buonissimo e piace a tutti.
Con questa dose ne viene una pagnottina piccola, giusta per il consumo quotidiano.
Si può fare, naturalmente, anche a mano, ma io preferisco impostare la partenza ritardata della macchina del pane e fare in modo di alzarmi al mattino con la casa invasa dal profumo di forno.

Servono:

  • 240 gr di acqua
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 1 cucchiaio raso di sale fino
  • 50 gr di farina integrale di segale
  • 280 gr di farina integrale di grano tenero
  • 2 cucchiai di semi di sesamo nero
  • 2 cucchiaini di lievito di birra disidratato.


Mettere tutti gli ingredienti nella macchina nell'ordine in indicato e selezionare il programma per pane integrale.

Il commento della copiona: buonissimo e si mantiene bene!

martedì 7 febbraio 2012

Pane bianco nella mdp per tutti i giorni (resurrexit!)

La Alice, che avevo dato per morta, in realtà era solo addormentata. E' infatti bastato pulire bene con un pennellino la resistenza sulla quale era caduta della farina, che probabilmente la mandava in corto.
Devo ringraziare per questo la mia amica Vampa, che mi ha girato il suggerimento della comune amica Nica (ok, un giorno parliamo di questi nomi...).
Grazie a questa inattesa resurrezione, ho potuto cuocere questa pagnottina, piccola (alla fine pesa sui 400 gr) e molto buona, che va benissimo per il consumo quotidiano, sia per il gusto che per le dimensioni, è senza grassi e assomiglia in modo molto interessante al pane toscano del mio cuore.

Ho usato:

  • 180 gr di acqua tiepida
  • 1 cucchiaino di sale (si può anche omettere)
  • 150 gr di farina manitoba
  • 150 gr di farina 00 o 0
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 1/2 bustina di lievito di birra disidratato


Mettere gli ingredienti nella macchina in quest'ordine, selezionare il programma basic e premere start.


Il commento della copiona: Tommi ha detto che è il miglior pane che io abbia mai prodotto con la macchina apposita e forse ha ragione. Io ho apprezzato particolarmente il fatto che la crosta rimane croccante anche il giorno dopo.

domenica 5 febbraio 2012

Pasta frolla all'olio e fruttosio (e non storcete il naso, su!)

A Forlì non nevica più. Per adesso.
Però ne ha fatta tanta ma tanta, in due giorni, al punto che della nostra sonnacchiosa cittadina si è parlato persino nei telegiornali nazionali. L'ultima volta che qui avvenne qualcosa di significativo per la nazione fu quando il povero Aurelio Saffi era ancora in vita, forse.
Per movimentare un po' tanta tranquillità, ho messo insieme un impasto che assomiglia alla pasta frolla (e stavolta niente copiature, giuro sul mio gatto!) e che è perfetto da passare allo schiacciapassatelli, in modo da fare la copertura ricciolina.
Quindi ci ho fatto una crostata che, all'aspetto, è uguale a tutte le altre riccioline che ho qui nel blog, ma stavolta l'impasto è diverso.

Ho usato:
  • 300 gr di farina
  • 130 gr di olio di mais (o altro olio di semi dal sapore delicato)
  • 2 uova intere medie
  • 80 gr di fruttosio
  • un cucchiaino di lievito per dolci
  • qualche goccia di essenza di vaniglia
  • marmellata a piacere

Accendere il forno a 170°.
Impastare tutti gli ingredienti velocemente, in modo da non bruciare l'impasto (io ho usato il bimby, 10 sec. a vel. 5-6).
Stenderne metà sul fondo di uno stampo (io ne uso uno quadrato da 22 cm di lato), ricoprirlo di marmellata a piacere (qui c'era un velo di marmellata di albicocche, per finire un avanzino di frigo e poi mezzo barattolo di composta di mirtilli rossi, pochissimo dolce, presa forse in Germania).
Mettere l'impasto rimanente nell'attrezzo per i passatelli e schiacciarlo sopra la marmellata in modo da ricoprirlo.
Cuocere per 35-40 minuti, sfornare, far raffreddare e servire.

Il commento della copiona: è nato per caso, questo impasto, perchè è difficile uscire per fare la spesa e allora mi sono arrangiata con quel che avevo. Il fruttosio può essere sostituito con lo zucchero normale e aumentato di quantità, perchè è pochissimo dolce, alla fine, ma con la marmellata si compensa.
Sono assolutamente entusiasta del risultato, immodestamente ;-) !

sabato 4 febbraio 2012

Pane al latte con i semini (in memoriam della mia Alice...)

La mia macchina del pane, Alice, è morta. Cioè quasi, nel senso che impasta ma non cuoce più. 
Come direbbe la mia amata amica Alessia "bene, così hai un'occasione per fare shopping!". Senza rimorsi, aggiungo io.

Il pane appena uscito dalla macchina
Questo pane è stato fatto quando ancora la poveretta era nel pieno delle forze. E' una vecchia ricetta, trovata in  una raccolta che mi avevano regalato, che io ho un po' aggiustato ed è non solo buono ma anche molto bello da vedere.

Le fette tempestate di semini, molto belline!
Ho usato:
  • 310 gr di latte + altro, se la farina lo chiede
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaio raso di zucchero
  • 1 cucchiaio d'olio extravergine di oliva
  • 230 gr di farina 00
  • 230 gr di farina di grano duro
  • 100 gr di semini misti (per esempio: lino, sesamo, papavero, girasole, zucca, a scelta)
  • 1 bustina di lievito secco

Mettere tutti gli ingredienti nella macchina, tranne i semini, nell'ordine raccomandato dal fabbricante (che di solito è prima liquidi e sale e poi gli ingredienti solidi e per ultimo il lievito).
Impostare il programma basic e dopo 5/6 minuti controllare l'impasto ed eventualmente aggiustarlo, aggiungendo latte se troppo asciutto o farina se troppo molle. Al bip unire i semini.
Appena cotto, sformare a testa in giù su una gratella da pasticceria e far raffreddare.

Il commento della copiona: perfetto per farci dei panini.


mercoledì 1 febbraio 2012

Zuppa di funghi e frittatine (in diretta dall'igloo...)

Pare che la Romagna solatìa, dolce paese, sia sotto una nevicata storica. E' cominciata ieri sera e non ha smesso più, è anzi andata aumentando di forza e intensità durante la giornata e i prossimi giorni non saranno diversi.
Io sono così fortunata da poter lavorare da casa, se serve, e quindi la neve, finché posso, me la guardo dalla finestra.
Questa zuppa riscaldante l'avevo fatto ancora durante le vacanze di Natale, ma solo adesso ho il tempo di trascriverla.
La ricetta viene da una vecchia rivista di cucina, sarà tipo degli anni '80 del secolo scorso, ma non riesco a risalire a quale sia perché è solo una pagina strappata e ci sono un po' di modifiche mie.

Ho usato:

  • 750 gr di funghi surgelati misti (ma anche freschi, in stagione)
  • burro
  • olio extravergine di oliva
  • 1 spicchio d'aglio
  • una manciata di prezzemolo tritato
  • 5 uova
  • due dita di latte
  • brodo di carne, un litro abbondante
  • parmigiano grattugiato
  • sale e pepe


Mettere in una casseruola un po' d'olio e una noce di burro e farvi soffriggere l'aglio.
Quando sarà dorato, toglierlo e unire i funghi insieme alla metà del prezzemolo. Farli insaporire a fuoco alto, poi abbassare il fuoco e aggiungere il brodo. Incoperchiare e far cuocere per una ventina di minuti.
Nel frattempo, sbattere le uova con il latte, due cucchiaiate colme di parmigiano, il rimanente prezzemolo sale e pepe e usare questo composto per fare 4 o 5 frittatine sottili. Man mano che saranno pronte, arrotolarle e tagliarle a striscioline.
Aggiungerle ai funghi e lasciar sobbollire per una decina di minuti.
Servire con parmigiano grattugiato a parte.

Il commento della copiona: questa l'avevo fatta tanti anni fa e avevo conservato la ricetta, perché mi era piaciuta un sacco. A distanza di anni, il giudizio è immutato.

domenica 29 gennaio 2012

Pasta al sangiovese (con breve apologia della radio)

Mi piace moltissimo ascoltare la radio, che mi fa compagnia nei lunghi viaggi in auto e da sottofondo discreto e non invadente quando sono in casa. Preferisco senz'altro la radio di parola, non quelle stazioni caciarone che sparano fuori musica e vociacce sguaiate di conduttori spesso così ignoranti da non saper neanche leggere correttamente quello che altri scrive per loro.
Vero è che di per sé la radio non ha bisogno di difese d'ufficio né di perorazioni speciali, essendo per me un mezzo nettamente superiore alla televisione, ma insomma volevo spendere due paroline a favore. Fine del fervorino.
Questa ricetta l'ho sentita proprio per radio: un ascoltatore ha chiamato la trasmissione Essere & Benessere di Radio24 e l'ha data come ricetta preferita delle sue figlie per la vigilia di Natale. L'originale prevedeva il Barolo e le farfalle ed era molto più scarna (la salvia e il burro alla fine sono una mia aggiunta). Però l'idea mi ha colpito moltissimo per l'originalità e per i pochi ingredienti necessari (la mia passione, le ricette così!).
L'ho quindi fatta a modo mio, usando un vino locale ed è stata spazzolato in un attimo. 

Ho usato:
  • 500 gr di penne lisce (o altra pasta corta, ma preferibilmente liscia)
  • 1 litro di Sangiovese
  • 1,300 gr di cipolle rosse
  • un bel ciuffo di salvia fresca
  • burro
  • olio extravergine di oliva
  • sale e pepe

Sbucciare le cipolle e tagliarle a fette. Mettere al fuoco un tegame di adeguate dimensioni con olio extravergine di oliva, aggiungere le cipolle e un po' d'acqua e soffriggerle mescolando spesso, fino a quando cominciano a dorare.
Aggiungere tutto il vino, abbondante salvia, salare e pepare. Incoperchiare e far cuocere lentamente, più o meno un paio d'ore, fino a quando le cipolle saranno ben cotte e quasi sfatte e il vino consumato. L'unica avvertenza è di non farlo asciugare troppo, perchè deve rimanere bello umido.
Nel frattempo cuocere la penne al dente, scolarle, condirle con un po' di burro morbido e con il sugo di cipolle e sangiovese.
La scelta di lasciare le foglie di salvia o eliminarle è del tutto personale, come lo è quella di aggiungere parmigiano grattugiato.

Il commento della copiona: ecco, mi viene in mente che questa è una perfetta ricetta per la slowcooker. Veramente buonissima!


giovedì 26 gennaio 2012

Cioccolatini bianchi e neri (che non temono eguali...)

Questi cioccolatini furono postati nel vecchio forum del Bimby, tanti anni fa, e diedero origine ad uno scambio di battute esilarante perchè di essi fu detto che "non temono eguali" e qualcuno non sapeva cosa questo significasse.
Ci fu un'affannata sequenza di domande e risposte e, a distanza di tempo, sospetto che qualcuno sia rimasto col dubbio di non aver capito.
Eguali o no, vale la pena di provarli perchè sono buonissimi. Io li fatti per l'ultimo dell'anno, perchè sono parecchio festaioli, ma riesco a pubblicarli solo ora.
La ricetta è per il bimby, ma si possono tranquillamente fare anche senza, magari aiutandosi con un termometro da pasticceria.

Per i cioccolatini bianchi servono:
  • 100 gr di panna liquida
  • 250 gr di cioccolato bianco di ottima qualità
  • 30 gr di burro
  • 2 gocce di essenza di vaniglia
  • nocciole tostate q.b.
  • farina di cocco q.b.






Per i cioccolatini scuri servono:
  • 100 gr di panna liquida
  • 250 gr di cioccolato fondente
  • 30 gr di burro
  • marmellata di arance con scorzette grosse, circa 1/2 barattolo
  • 2 gocce di essenza di vaniglia
  • mandorle q.b.
  • amaretti tritati q.b.

Si comincia con i cioccolatini bianchi.
Mettere nel boccale il burro e la panna: 4 min 80° vel. 4. Togliere e tenere da parte.
Mettere nel boccale il cioccolato tagliato a pezzi: 4 min. 50° vel. 4, poi aggiungere il preparato di panna e burro e mescolare 30 sec. vel. 4.
Rovesciare il composto in una ciotola e lasciarla raffreddare, poi metterla in frigo almeno due ore, o meglio ancora tutta una notte.
Al momento di confezione i cioccolatini, prelevare un cucchiaino di composto, mettere al centro una nocciola e lavorarla velocemente tra le mani fino ad ottenere una sfera che verrà poi rotolata nella farina di cocco.
Mettere ogni cioccolatino in un pirottino e tenere in frigo fino al momento di servire.

Per i cioccolatini scuri si procede nello stesso modo e, se vengono fatti successivamente agli altri, non è neanche necessario lavare il boccale prima.
Una volta che il composto è stato messo nella ciotola, farlo raffreddare un pochino, poi mescolarvi la marmellata di arance e mettere in frigo per la notte.
Per confezionarli, procedere come per i cioccolatini bianchi, mettendo la mandorla all'interno e rotolarli nelle briciole di amaretto.

Il commento della copiona: quelli bianchi sono molto simili ai raffaello e quelli scuri vorrebbero assomigliare ai rocher, ma ovviamente sono diversi. Una meraviglia entrambi!

domenica 22 gennaio 2012

Zuppa di scarola e cannellini (diventerò zuppologa...)

Insomma, a me le zuppe e le minestre piacciono un sacco e non mi dispiacerebbe diventare zuppologa, se solo ci fosse un corso di laurea apposito.
Questa è riscaldante e confortante e anche molto leggera. Inoltre, si fa prestissimo a farla.
E' una ricetta tradizionale, di cui esistono innumerevoli versioni: io l'ho fatta così, mischiando ricette varie. Di mio, c'è l'aggiunta della crosta di parmigiano, che ci sta benissimo.

Ho usato:

  • 1 grosso cespo di scarola
  • 2 spicchi d'aglio
  • olio extravergine di oliva
  • circa 2 litri di brodo di vegetale (o anche di carne, purché sia buono)
  • 300 gr di fagioli cannellini già lessati
  • 1 crosta di parmigiano, se ce l'avete
  • parmigiano grattugiato
  • sale e pepe


Lavare la scarola, eliminare il torsolo e tagliarla a striscioline.
Dorare l'aglio intero in poco olio, poi aggiungere la scarola e farla appassire e insaporire, mescolando.
Aggiungere il brodo (va bene anche freddo), i fagioli e la crosta di parmigiano.
Aggiustare di sale e pepe.
Incoperchiare e portare a bollore, poi togliere da fuoco, far riposare qualche minuto e servire , con olio, parmigiano e pepe a parte.

Il commento della copiona: è buonissima, questa zuppa che, volendo, può essere arricchita con fettine di pane abbrustolito.






Cavolfiore al gratin (cucino molto ma scrivo poco...)

Insomma, molto molto no... però cucino, soprattutto alla domenica.
Però poi non ho mai tempo (leggi anche: voglia) di aggiornare il blog. Solo che adesso ho una catasta di ricette fatte e fotografate e devo provare a mettermi in pari, per evitare di arrivare a luglio postando piattini invernali e del tutto fuori stagione.
Questo l'ho fatto durante le vacanze di Natale e se da una parte è un po' lungo da cuocere, dall'altra è interessante perché non necessita di prelessatura e il cavolfiore rimane bello sodo, senza squacciarsi tutto (squacciarsi credo renda il senso di quello che intendo :-D ).
La foto è un po' scura, perchè presa con l'iPhone di Tommi e da lui artisticamente rielaborata ;-)

Servono:
  • 1 cavolfiore fresco e sodo
  • 70 gr di burro
  • 50 gr di farina
  • mezzo litro di latte
  • 100 gr di vino bianco
  • sale
  • pepe nero
  • 100 gr di emmenthal grattugiato

Lavare il cavolfiore, asciugare e dividerlo in cimette, eliminando il torsolo centrale.
Ungere una pirofila di dimensioni adeguate e disporvi dentro le cimette.
Preparare una normale besciamella (non serve la ricetta, vero?) con il burro, la farina, il latte e il vino bianco. Aggiustare di sale e pepe e incorporare l'emmenthal, mescolando bene.
Versare la besciamella sul cavolfiore.
Coprire la pirofila con carta stagnola e infornare per circa un'ora e un quarto a 200° ventilato e comunque verificare la cottura con una forchetta.

Il commento della copiona: buono, buonissimo!

giovedì 12 gennaio 2012

Plumcake arancia e cioccolato (uno dei soliti post virtuosi da sgombero dispensa)

Come ogni anno - di solito capita un paio di volte, dopo le ferie estive e le vacanze di Natale - sono stata còlta dal raptus svuotadispensa e ho fatto un dolce da colazione, usando questo come base e modificando gli ingredienti per usare quello che avevo in casa.

Ho usato:
  • 130 gr di burro morbido
  • 50 gr di olio di semi di mais
  • 70 gr di zucchero di canna
  • 80 gr di zucchero semolato
  • 1/2 bicchiere di latte
  • 5 uova
  • 300 gr di farina autolievitante
  • la scorza di un'arancia
  • 130 gr di cioccolata mista fondente e bianca
  • burro per lo stampo

Io l'ho fatto nel bimby, ma si può ovviamente fare a mano oppure nel robot o in una qualunque impastatrice.
Ho tritato la cioccolata con pochi colpi di turbo (devono rimanere dei pezzetti) e l'ho messa da parte.
Ho frullato lo zucchero con la scorza dell'arancia, ho aggiunto le uova e lavorato un po'.
Poi ho unito il burro, l'olio, il latte, la farina. Ho lavorato il tutto fino ad avere un impasto omogeneo, al quale ho incorporato la cioccolata.
Ho versato nello stampo da plumcake, precedentemente unto di burro, e ho infornato a 170° ventilato per 45 minuti.

Il commento della copiona: buonissimo! La combinazione arancia e cioccolato è fantastica.

domenica 8 gennaio 2012

Ancora una crostata ricciolina (profumata di mandarino e ripiena di speculoos)

L'unico dolce che faccio e rifaccio è la crostata ricciolina, perchè ho sempre in casa gli ingredienti necessari e perchè ogni volta è un successo.
Oggi ho fatto questa versione profumata di mandarino e farcita, invece che con marmellata, con una crema di speculoos che viene da qualche viaggio all'estero ed è semplicemente una libidine.
La combinazione di farina 00 e di grano duro è eccezionale, forse la migliore di tutti quelle che ho provato, perchè la frolla viene eccezionalmente croccante e fragrante.
Nel caso la crema di speculoos non sia disponibile (in Italia non l'ho mai vista), si può sostituire con una confettura di agrumi, tanto meglio se di mandarini.

Ho usato:
  • 50 gr di mandorle 
  • 50 gr di nocciole
  • 100 gr di farina 00
  • 100 gr di semola rimacinata di grano duro o farina di grano duro
  • 130 gr di burro morbido a pezzetti
  • 1 uovo intero
  • 1 tuorlo
  • 80 gr di zucchero
  • 1 mandarino (serve solo la scorza)
  • 1 pizzico di sale
  • 1 cucchiaino colmo di lievito per dolci
  • essenza di vaniglia
  • crema di speculoos

Accendere il forno a 180° ventilato.
Frullare la scorza del mandarino con le mandorle, le nocciole e lo zucchero e tritare a farina.
Aggiungere tutti gli altri ingredienti, tranne la crema di speculoos e impastare velocemente a mano o nel robot, in modo da ottenere una frolla che sarà morbidissima.
Imburrare una teglia da 20 cm., stendere 2/3 dell'impasto sul fondo, poi ricoprire con la crema di speculoos.
Mettere il rimanente terzo dell'impasto in uno schiacciapatate e ricavarne dei piccoli vermicelli che verranno fatti cadere in modo uniforme sul ripieno.
Abbassare il forno a 170° e infornare per 45 minuti.
Far raffreddare e servire.

Il commento della copiona: profumatissima, natalizia, direi!


Orvieto, mammeta e il professore (primo post del 2012 e neanche una ricetta)

Già da qualche anno, la cuoca che copia trascorre il primo gennaio in viaggio per Saturnia, dove giunge di solito nel primo pomeriggio e si bagna nelle pozze naturali formate dal gorello. Perchè lo fa? Non si sa, ma il punto non è questo.
Alla giornata di abluzioni, seguono un paio di giorni di vagabondaggio nelle aree circostanti, facendo in modo di cambiare ogni anno i luoghi visitati. Lo scopo è rilassarsi, vedere cose belle, mangiare cose buone.
Quest'anno, abbiamo (la cuoca non viaggia da sola, ma in allegra compagnia) visitato Pitigliano (già visto lo scorso anno, ma ci mancava la sinagoga che da sola vale il viaggio), Spello e Assisi (già note, anzi notissime, ma sempre piacevoli).
E poi siamo andati a Orvieto. Diluviava, il Duomo era chiuso (ovvio, se si arriva alle 17.30...), qualcuno cominciava a starnutire e ad accusare stanchezza, il ristorante che avevamo adocchiato per la cena era chiuso.
Così, tanto per alzare il tono dell'umore ci siamo fermati in un bel bar e la cuoca si è fatta un margarita aperitivo, dando così l'addio ufficiale al suo stato di astemia selettiva ed entrando di diritto in quello di sbevazzona. Esistono foto che testimoniano il cambio di regime, ma rimarranno secretate.
Poi, alla ricerca di un luogo per mangiare, abbiamo seguito un cartello e ci siamo trovati in una piazzetta con un piccolo locale, apparentemente deserto.
Eravamo morti di fatica e siamo entrati, nonostante non facesse parte dell'elenco di locali consigliati che ci eravamo diligentemente stampati.
A farla breve: è stata un'esperienza ESALTANTE!
Abbiamo mangiato benissimo (e mi rammarico di non aver fotografato i piatti....): la copiona ha scelto una zuppa di ceci e un baccalà che era semplicemente perfetto. La mia amica Tania ha mangiato un polletto al tegame con un profumo da cascare stesi (e ha detto che era eccellente). Altri hanno scelto i tagliolini con la zucca che prima o poi provo a rifare.
La parte migliore, però, è stata conoscere Carlo, lo chef che ha passato quasi tutta la serata nella saletta insieme a noi, facendoci letteralmente ribaltare dalle risate con i suoi racconti di vita vissuta.
C'era anche un misterioso Professore, sua degna spalla, che in fine di serata si è disvelato e col quale abbiamo socializzato.
Il clou è stata la dimostrazione dell'aspersione erotica del sale, di cui la foto rende una solo vaga idea.
Insomma... una serata indimenticabile.
L'allegra compagnia... manca solo la mammeta!
La foto, un po' sfocata, rende l'idea del tasso alcolico (non di chi l'ha scattata, ma dei soggetti fotografati) e dell'atmosfera. (grazie a Tania per aver prestato la macchina fotografica e alla gentile signorina che ci ha fotografato)
Se andate a Orvieto, questo è il posto assolutamente da non mancare per mangiare.


TRATTORIA DA CARLO - Vicolo del Popolo 9 - Orvieto

E qui c'è il link alla pagina di Tripadvisor che la recensisce.

Il commento della copiona: che c'entra mammeta? C'entra, c'entra... chi c'era lo può testimoniare ;-)

giovedì 29 dicembre 2011

Humida (anzi humita) di Ines (non so chi sia, ma si prende il credit della ricetta)

In questo post pubblicato a luglio, avevo promesso di pubblicare le ricette dei companatici del pane con i semini, cosa che non ho mai fatto.
In primo piano spiccava l'humita, una delizia argentina, qui italianizzata, che ho mangiato per la prima volta ad un corso di intaglio di frutta e verdura, preparato da una ragazza molto simpatica che poi ho perso di vista. 
Se per caso inciampa nel mio blog e si riconosce, la saluterei molto volentieri!
*Dopo aver pubblicato la ricetta su Facebook, un'amica argentina (ciao Marcela!) ha corretto il nome di questo piattino, che è sempre girato come humida, in humiTa con la T e mi affretto a riportare la precisazione anche qui! 

Servono:
  • 1 peperone rosso, tagliato a pezzetti piccolissimi
  • 1 piccola cipolla, tritata finissima
  • 1 scatola di mais, sgocciolato e tritato alla moulinetta, fino a ridurlo a una specie di crema grossolana
  • olio extravergine di oliva
  • sale
  • cumino in polvere

In una padella, soffriggere nell'olio il peperone, la cipolla e il mais. Salare e insaporire con il cumino, a gusto.
Cuocere fino ad ottenere una crema bella soda.
Farla raffreddare e usarla per crostini e ripieni.

Il commento della copiona: è buonissima!

Lasagne di crackers (con citazione letteraria)

Era un po' che non mettevo insieme nefandezze culinarie, di quelle che mi hanno fatto tanto amare nei forum di cucina, dove ero vista come una specie di cugina un po' scema da non prendere troppo con serietà e in considerazione.
L'orrore col quale venivano accolti certi miei interventi e ricette era pari solo al ribrezzo suscitato da chi, candidamente, dichiarava di cenare a volte con i quattrosaltiinpadella.
Io mi sono sempre molto divertita e continuo a divertirmi e a prendermi molto in giro, consapevole dei miei limiti e, soprattutto, del fatto che la mia vita non comincia né finisce in cucina e che stare ai fornelli è per me un modo di passare un po' di tempo rilassandomi, senza che diventi la ragione del mio stare al mondo.
Ciò detto, faccio mio l'esergo di "Momenti di trascurabile felicità", il libro di Francesco Piccolo che sto leggendo oggi, "Non sopporto più le persone che mi annoiano anche pochissimo e mi fanno perdere anche un solo secondo di vita". La frase è di Goffredo Parise, ma potrei averla scritta io (anzi, l'ho scritta e in tempi non sospetti).
Detto anche questo, ecco le lasagne fatte con i crackers. Non mettetevi a ridere, non subito almeno, perchè sono buffe ma molto buone. La ricetta viene da una delle mie mailing list e io l'ho adattata a quello che avevo in casa. Le variazioni sono ammesse e benvenute.

Servono (dosi spannometriche):

  • crackers salati (io ho usato i Doriano)
  • besciamella
  • passata o polpa di pomodoro
  • parmigiano grattugiato
  • mozzarella oppure emmenthal grattugiato o anche avanzi di formaggi
  • a piacere: funghi trifolati, oppure verdure miste trifolate

Preparare la besciamella come si usa di solito (io la faccio nel bimby, seguendo il ricettario) e unirvi la passata o la polpa di pomodoro, in modo da farla diventare rosa.
Ungere una pirofila di dimensioni adeguate, distribuirvi un velo di besciamella e poi, nell'ordine, uno strato di crackers, uno di verdure (se si usano), uno di emmenthal grattugiato, uno di besciamella e spolverizzare di parmigiano, poi ricominciare con i crackers e così via fino a esaurimento degli ingredienti. L'ultimo strato deve essere di besciamella e parmigiano.
Lasciarla riposare in frigo o in luogo fresco (il terrazzo in inverno è perfetto) per alcune ore, anche tutta una notte, poi infornare a 200° ventilato e cuocere fino a quando si formerà una crosticina dorata.
Lasciar riposare 10 minuti e poi servire, come normali lasagne.

Il commento della copiona: sono buonissime e  veramente indistinguibili dalle lasagne normali, se non per lo spessore della "pasta" che è ovviamente superiore rispetto a quello di una sfoglia. Molto comode anche perchè si devono preparare in anticipo.

Torta al mascarpone (da colazione o da farcire)

Non è che mi son messa a far torte da colazione in questi giorni che strabordo di pandori e panettoni da finire.
Questa l'avevo fatta un po' di tempo fa e non avevo mai avuto il tempo di pubblicarla. E' la mia versione, modificata in quantità e ingredienti, di una ricetta che viene forse da coquinaria, ma non ci giurerei.
Ricchissima, è buona sia da colazione sia come base per farciture, qualora qualcuno si cimenti in torte capolavoro (io no :-D ). La foto è quel che è, ma le cavallette sono arrivate prima di me.

Servono:

  • 250 gr di mascarpone
  • 80 gr di burro fuso
  • 280 gr di farina
  • 160 gr di amido di mais
  • 260 gr di zucchero
  • 3 uova
  • 100 gr di latte
  • la scorza grattugiata di un limone
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 1 bustina di lievito


Accendere il forno a 180°.
Montare le uova insieme allo zucchero con lo sbattitore elettrico, aggiungere poco alla volta, il mascarpone, il burro, il latte, la scorza di limone e la vaniglia sempre continuando a lavorare.
Unire infine la farina, l'amido di mais e il lievito.
Versare in uno stampo imburrato e infornare per 40-45 minuti, facendo la prova stecchino.
Far raffreddare e servire.

Il commento della copiona: semplice e buonissima!

martedì 27 dicembre 2011

Il pranzo di Natale (la copiona ha fatto poco, ma ci sono tre ricette comunque)

Da quando io mi ricordo, il pranzo di Natale nella casa dei miei genitori è sempre stato lo stesso: un menu scalpellato nella pietra e intoccabile.
Anche adesso che loro non ci sono più e che siamo rimasti pochi pochi a festeggiare (quest'anno abbiamo toccato il minimo storico di sette commensali...), la base del pranzo rimane quella e le variazioni sono poche, ma alla fine va bene così.
Il grosso dei piatti cucinati tocca a mia sorella, che fa i migliori crostini neri della Valtiberina e probabilmente della Toscana tutta e che io ho tentato inutilmente di riprodurre: non vengono mai come i suoi. Comunque qui metto la ricetta, dettata dalla sua viva voce, nella dose che ha fatto per Natale. Ne è venuto un vassoione grande e due vaschette ne sono avanzate, distribuite tra nipoti e fidanzati.

Crostini neri di fegatini della Paola

Servono:



  • 1 kg di durelli di pollo (detti anche maghetti o stomaci)
  • 1/2 kg di fegatini di pollo, misti a cuoricini
  • 1 grande costa di sedano
  • 1 carota grande
  • 2 cipolle rosse medie
  • 30 bacche di ginepro (da noi dette coccole di zinepro... che bel nome!)
  • 20 belle foglie di salvia fresca
  • sale e pepe
  • 1/2 litro abbondante di olio extravergine di oliva
  • capperi sott'aceto, almeno 50 gr, ma potrebbero servirne di più, a gusto proprio
  • 1/2 tubetto di pasta d'acciughe marca Balena
  • brodo di carne buono


Lavare bene i durelli e i fegatini, eliminando tutti i filamenti bianchi di grassi, poi mettere tutto a freddo in un tegame basso: i durelli tagliati a pezzetti grandi quanto una noce, i fegatini interi, la carota tagliata in 3 o 4 pezzi, il sedano intero, le cipolle a pezzi grossi, il ginepro e la salvia. Salare e pepare, poi aggiungere l'olio, che deve essere veramente abbondante  e coprire il resto degli ingredienti almeno fino a metà.
Mette a fuoco alto e tegame scoperto e cuocere per circa un'ora, girando di tanto in tanto, o comunque fino a quando l'olio torna limpido e i fegatini sono ben cotti e quasi arrostiti. Mia sorella ha appena scoperto un altro indicatore e cioè che i fegatini sono pronti quando, girandoli, schizzano l'olio.
Eliminare il sedano e la carota, separare i durelli dai fegatini.
Tritare alla moulinetta i durelli, in tre o quattro volte, insieme al ginepro e alla salvia e agli ultimi aggiungere anche i capperi e man mano rimetterli nel tegame con l'olio do cottura.
Tritare anche i fegatini, nello stesso modo, ma più brevemente, due o tre colpi sono sufficienti: non deve diventare un patè, si devono sentire i pezzettini. Rimettere anche questi nel tegame.
Aggiungere la pasta d'acciughe e mescolare bene, poi rendere fluido e spalmabile il composto aggiungendo il brodo caldo poco alla volta.
Assaggiare ed eventualmente aggiungere altra pasta d'acciuga o capperi tritati fino ad ottenere la giusta sapidità.
Se l'impasto deve attendere, coprirlo perchè si ossida, altrimenti spalmarlo generosamente su fettine di pane toscano leggermente abbrustolite su una piastra rovente.


Dopo i crostini, abbiamo mangiato i tortellini, forniti da me e fatti con le mie manine sante, ma con il decisivo contributo delle mie amiche Paina e Nico, e l'assistenza spirituale, a base di letture corroboranti, della mia fidanzata Alessia. Questo è il secondo anno in cui passiamo una giornata, intorno all'8 dicembre, a chiudere tortellini e fare chiacchiere irriferibili e divertentissime. Poi i preziosi manufatti vengono congelati e usati per il pranzo di Natale.
Questa volta abbiamo fatto circa 6 kg di tortellini: la pasta l'ha fatta la Paina e il ripieno (fantastico!) è stato comprato già pronto.
I tortellini crudi, come tanti soldatini ordinati.
Il brodo lo aveva fatto mia sorella ed era meraviglioso.


Per anni, il secondo tradizionale è stato il pollo o il cappone arrosto girato: cioè infilato allo spiedo, tagliato a pezzi e inframezzato da pezzetti di pancetta e foglie di salvia, e cotto alla fiamma vivo di un fuoco a legna.
Quest'anno abbiamo cambiato e abbiamo (ha) fatto questo ottimo

Pollo al forno con burro e limone

  • 1 pollo a pezzi, se ruspante è meglio
  • burro 
  • 2 limoni succosi
  • salvia 
  • sale e pepe


Imburrare bene una pirofila e disporvi dentro i pezzi di pollo inframezzati da foglie di salvia. Salare e pepare piuttosto generosamente. Infiocchettare di burro abbondante e bagnare con il succo dei limoni.
Infornare a 220° ventilato per un'ora e più, girando una o due volte, o fino a quando il pollo sarà ben dorato e croccante all'esterno, ma succulento all'interno.
Questa volta la salvia non l'abbiamo messa, ma mi ricordo di averlo fatto un'altra volta, con un buonissimo risultato.

Come contorno, c'erano degli ottimi sformatini di cavolo, monoporzione, dei quali mi sono dimenticata di chiedere la ricetta: erano buonissimi!

E infine, io ho fatto un semifreddo allo yoghurt, che ho già fatto un paio di volte, per compleanni e natali passati e che mi piace un sacco perchè è freschissimo e non eccessivamente dolce. Inoltre, non serve cottura al forno, il che lo rende perfetto, per esempio, come dolce estivo.
La ricetta viene dalla rete, ma non ho idea di dove l'ho copiata.

Servono:

  • 400 gr di yoghurt ai frutti di bosco
  • 500 gr di panna liquida fresca
  • 9 gr di colla di pesce
  • 200 gr di amaretti o biscotti frollini
  • 70 gr di burro fuso
  • 1 cucchiaio di miele liquido, dal sapore delicato, per esempio di acacia
  • una tazzina da caffè di grappa ai frutti di bosco o di maraschino
  • frutti di bosco misti per decorare (io ho usato ribes rosso e lamponi freschi e mirtilli allo sciroppo)


Polverizzare gli amaretti, mescolarli col burro fuso e compattarli sul fondo di uno stampo rettangolare con il bordo apribile ben unto di staccante per pasticceria. In estate mettere in frigo.
Sciogliere la colla di pesce nella grappa, unire il miele e mescolare accuratamente con lo yogurt.
Montare la panna e incorporarla allo yogurt, facendo attenzione a non smontare il composto.
Versare sul fondo di biscotti, livellando bene la superficie e battere lo stampo sul piano di lavoro, in modo che si assesti bene.
Mettere in frigo per alcune ore, una notte intera è meglio.
Al momento di servire, togliere il bordo dello stampo e decorare il dolce con i frutti di bosco naturali o brinati con zucchero semolato.

Il commento della copiona: tutto molto buono e soddisfacente, sì sì!




Zuppa di spinaci e pollo al limone (per rifiatare tra uno stravizio e l'altro...)

Questa zuppettina, leggera e rinfrescante, è stata preparata per il pranzo della vigilia di Natale, che, di regola, dovrebbe essere di magro.
Ma io me ne sono dimenticata e quando ho ricordato eravamo già a metà del pranzo. Càpita...
L'idea viene da una delle mie mailing list, poi io ho messo le mie modifiche.

Ho usato:

  • 400 gr di spinaci crudi già lavati
  • 350 gr di petto di pollo a fettine
  • 2 litri di brodo di pollo
  • 2 cucchiai di salsa di soia
  • 2 cucchiaini di zucchero
  • 1 limone


Bisogna innanzitutto sbianchire gli spinaci, affinchè non si disfino e soprattutto perchè rimangano belli verdi e per far questo ho messo al fuoco un tegame più largo che alto pieno d'acqua. Nel frattempo, ho preparato un altro tegame pieno di acqua fredda e ho tolto i gambi agli spinaci.
Appena l'acqua è andata bollore, ho immerso gli spinaci per pochi secondi, poi li ho sollevati subito con una paletta forata e li ho immersi nell'acqua fredda. Infine li ho scolati, strizzati leggermente tra le mani e tagliati a striscioline.
Tagliare il pollo a striscioline e ripetere la stessa operazione degli spinaci, usando pure la stessa acqua e con l'avvertenza di tenerli nell'acqua bollente per almeno tre minuti.
Mettere a scaldare il brodo dopo aver aggiunto la soia e lo zucchero. Appena bolle, unire il pollo e gli spinaci e lasciar riprendere il bollore. Cuocere un paio di minuti e portare in tavola, aggiungendo su ogni piatto succo di limone a piacere.

Il commento della copiona: molto leggera e delicata e soprattutto dietetica, dopo tutti i mangiari del Natale e dintorni.

lunedì 26 dicembre 2011

La cena della vigilia (molte foto e solo due ricette, nella fattispecie le frittelle di gamberi e la mousse di lamponi)

Forse l'ho scritto anche lo scorso anno (e sono così pigra e farcita di buon cibo che proprio ora non ho voglia di andare a controllare se l'ho fatto) ma fin da quando ero piccola, la vigilia di Natale era il giorno che attendevo con più aspettative ed emozione.
Non era solo per i regali, che si aprivano alla fine della cena, ben prima di mezzanotte, ma era per tutta l'allegria e le persone che si radunavano, di solito in casa dei miei genitori, al paesello. Eravamo un sacco!
Poi, qualcuno è andato via ma qualcuno è arrivato... ci lasciavano anziani zii, entravano mariti, mogli e nipotini.
Ad un certo punto, però, ci siamo ritrovati pochi pochi, senza nessun rimpiazzo e allora la vigilia di Natale abbiamo cominciato a festeggiarla a casa nostra e solo noi quattro.
E dopo il primo momento di smarrimento, adesso sono molto felice di poter passare una serata a chiacchierare, mangiando e raccontandoci quello che non c'è tempo di dirci - sembra impossibile! - durante il resto dell'anno.

La cena sembra molto ricca, in realtà le porzioni erano piccole e quindi non ci siamo né strafocati né abbiamo prodotto quantità ingestibili di avanzi.

Ho preparato:

  • salmone marinato alla grappa
  • insalata di polipo e datterini all'aceto balsamico
  • cozze gratinate
  • frittelle di gamberi
  • spaghetti allo scoglio
  • mousse di lamponi
Il salmone è stato lasciato in marinata per sei ore soltanto, poi lavato, sfilettato e condito con una citronnette all'erba cipollina. E' piaciuto molto, persino a mio marito che odia cordialmente il salmone in ogni sua manifestazione.

Il polipo, nelle mie intenzioni, doveva essere fatto a carpaccio, ma qualcosa non ha funzionato (so anche cosa...) e al momento del taglio si è sbriciolato tutto. Quindi, l'ho trasformato in un'insalata e l'ho condito con pomodori datterini dolcissimi,  prezzemolo tritato con poco aglio, olio, sale e qualche goccia di aceto balsamico vero e buonissimo.




Per le cozze gratinate: ho fatto aprire le cozze in una padella incoperchiata, aggiungendo semplicemente una generosissima spolverata di pepe nero, poi ho eliminato la valva vuota e ho tenuto quella col mollusco. Queste le ho disposte nel mio tian provenzale (ma una qualsiasi pirofila andrà benissimo) e le ho ricoperte con del pangrattato frullato insieme ad aglio, prezzemolo e un po' di sale. Un giro d'olio e poi in forno a gratinare fin quando sono apparse ben dorate.


Le frittelle di gamberi vengono da un foglietto scarabocchiato e potrei averle copiate ovunque. L'unica aggiunta dell'ultimo momento è stato il lievito, che non avevo scritto, non so se per dimenticanza mia o se proprio non era previsto. Comunque è assolutamente necessario, se non si vogliono avere dei pezzi di gomma immangiabili.

Ho usato: 
  • 300 gr di code di gambero sgusciate
  • 250 gr di farina bianca
  • 1 bustina di lievito per dolci (va bene anche quello vanigliato)
  • 1 cipolla
  • 100 gr di acqua
  • 100 gr di latte
  • 1 uovo
  • una bella manciata di prezzemolo
  • sale e pepe
  • olio per friggere

Per far presto ho usato il bimby, ma qualsiasi frullatore o robot con le lame va bene.
Si comincia frullando insieme i gamberi, la cipolla sbucciata e il prezzemolo.
Si aggiungono la farina, il lievito, l'acqua, il latte, l'uovo, sale e pepe e si frulla ancora, fino ad ottenere una pastella morbida.
Mettere al fuoco un tegame alto con l'olio, farlo scaldare e cuocere il composto a cucchiaiate, scolando le frittelle appena saranno ben dorate.
Asciugarle bene sulla carta da cucina e salarle ancora un pochino prima di servire con qualche spicchio di limone.

Gli spaghetti allo scoglio sono stati la richiesta esplicita di coredemamma Tommaso e sono stata contenta che siano piaciuti a tutti. Non ho usato nessuna ricetta particolare, ma solo i suggerimenti della signora della pescheria, con qualche mio adattamento.
Ho fatto un soffritto di olio abbondante, aglio e prezzemolo tritati, ho aggiunto il pesce tutto insieme (c'erano gamberi, seppie, mazzancolle, calamari, piccoli astici) e ho fatto cuocere per pochi minuti. Ho bagnato con un bel po' di brandy (che mi lasciava perplessa, invece ci sta benissimo, molto meglio del vino bianco) e quando si è evaporato ho aggiunto cozze e vongole aperte a parte in un tegame. Non ho aggiunto né sale né pepe.
Ho lessato gli spaghetti ben al dente e li ho saltati in padella col questa meraviglia di sugo. Prima di andare in tavola, ancora una spolverata di prezzemolo tritato.

E per finire, la mousse di lamponi, che avevo già fatto usando frutti di bosco misti e che è buonissima per la consistenza soffice e spumosa e per il sapore lievemente acidulo, perfetto per pulire la bocca alla fine di un pasto così ricco.

Servono:
  • 30 ml di acqua fredda
  • 30 ml di acqua bollente
  • 1 bustina di gelatina alimentare in polvere (non è facile da trovare, si può sostituire con una bustina di tortagel o con 2 fogli di colla di pesce)
  • 450 gr di lamponi surgelati 
  • la scorza di mezzo limone
  • 80 gr di zucchero
  • 1/2 litro di panna liquida fresca
  • lamponi freschi e foglioline di menta per decorare

Mettere l'acqua fredda in una ciotolina, aggiungere la gelatina in polvere e lasciar riposare per 2 minuti. Aggiungere l'acqua bollente e mescolare bene con una forchetta o con una piccola frusta, fino a quando la gelatina si sarà sciolta. 
Versarla poi nel boccale di un frullatore o in un robot, aggiungere la scorza di limone, i lamponi ancora surgelati e lo zucchero, poi lavorare fino ad ottenere una purea liscia.
Montare la panna con le fruste elettriche, poi incorporarvi la purea di lamponi lavorando con un cucchiaio di legno e facendo attenzione a non smontarla.
Distribuire il composto in coppette o calici di cristallo e tenere in frigo per almeno tre ore.
Decorare con qualche lampone fresco e foglioline di menta: io mi sono dimenticata di mettercele ;-) .

Il commento della copiona: buon Natale a tutti!












lunedì 19 dicembre 2011

Salmone marinato alla grappa (con carpaccio di polipo sullo sfondo)


Ho provato due piattini nuovi che volevo proporre in qualche pranzo natalizio, visto che ci avviciniamo alle feste più mangerecce dell'anno.
Del carpaccio di polipo ci sono decine di ricette in giro per la rete e si trovano anche filmati didattici molto ben fatti, quindi vi rimando al piacere della ricerca.
Per il salmone marinato ho invece messo insieme diverse idee lette qua e là e i suggerimenti della mia amica Gloria, che ringrazio per l'ispirazione.
L'idea dello spruzzino è mia! Io ne ho usato uno che aveva contenuto il sale liquido (lunga storia, un giorno la racconto...) ma ne va bene uno qualsiasi adatto al contatto con gli alimenti.
Il risultato è stato sorprendente!

Ho usato:
  • 500 gr di filetto di salmone fresco, con la pelle
  • 4 cucchiai di sale dolce di Cervia
  • 2 cucchiai di sale rosa dell'Himalaya
  • 6 cucchiai di zucchero
  • semi di aneto
  • foglie di aneto
  • semi di finocchio
  • pepe nero in grani
  • circa tre dita di grappa 
  • olio extravergine di oliva
  • limone

Controllare il salmone ed eliminare eventuali spine con delle pinzette da ciglia.
Mescolare in una ciotola i due tipi di sale (io ho usato questi che avevo in casa, ma si possono sostituire con normale sale grosso da cucina) e lo zucchero e aromatizzandoli poi con l'aneto e i semi di finocchio (circa un cucchiaino da tè di ciascuno). Mescolare bene e unire pepe nero in grani, circa un cucchiaio.
Mettere circa la metà di questa miscela sul fondo di una piccola pirofila, appoggiarvi sopra i filetti di salmone, con la pelle rivolta verso il basso e ricoprire con la miscela di sale rimanente.
Mettere la grappa nello spruzzino e vaporizzarla in modo uniforme sul salmone.
Coprire la pirofila con pellicola da cucina e mettere in frigo per almeno 4 ore: io ce l'ho tenuto tutta la notte.
Si formerà molto liquido. 
Trascorso il tempo di marinatura, sciacquare bene il salmone sotto acqua corrente, poi, asciugarlo bene con carta da cucina.
Sfilettarlo seguendo la venatura, condirlo con olio extravergine di oliva e qualche goccia di limone.
Servirlo tel quel, oppure su un letto di insalatina fresca o ancora usarlo come guarnizioni per crostini di pane nere o pane ai semini (seguirà la ricetta) appena tostati e leggermente imburrati.
Gloria (sempre lei!) dice che una volta marinato il salmone si può congelare: molto comodo, si può preparare in anticipo!

Il commento della copiona: mi è piaciuto un sacco! la prima foto mostra il salmone appena messo sotto sale, la seconda quello già pronto e sfilettato.
La Gloria suggerisce di sostituire la grappa con il rhum: da provare pure questa, senz'altro!

giovedì 15 dicembre 2011

Plumcake sofficissimo al limone (aiuto, le cavallette!)

Questo dolce è stato sfornato alle 11 di sera e la mattina dopo il pezzetto della foto era tutto quel che rimaneva.
La ricetta ha origini sconosciute.

Ho usato:
  • 4 uova
  • 200 gr di farina
  • 50 gr di amido di mais
  • 200 gr di zucchero
  • 150 gr di olio di mais
  • 1 limone
  • 1 bustina di lievito
  • granella di zucchero

Accendere il forno a 170° ventilato o 180° statico.
Grattugiare la scorza del limone e spremerne il succo.
Con le fruste elettriche, montare le uova insieme allo zucchero fino ad ottenere un composto gonfio e spumoso.
Aggiungere la farina, l'amido, l'olio, il succo ed la scorza del limone e infine il lievito, continuando a lavorare con le fruste dopo ogni aggiunta.
Versare in uno stampo da plumcake ben unto, spolverizzare con la granella di zucchero e infornare per 40 minuti.

Il commento della copiona: sparito in un lampo, davvero buonissimo!

domenica 11 dicembre 2011

Manfrigoli in brodo (quasi) matto con i piselli (puristi della Romagna abbiate pietà)

Questa ricetta, scarabocchiata in un foglietto, è un misto di tre classici della cucina romagnola: i manfrigoli, il brodo matto e i quadrucci in brodo con i piselli.
I manfrigoli, di cui parla anche Wikipedia, assomigliano molto ai grattini e ai malfattini e possono essere sostituiti con questi. Io ho utilizzato gli avanzi della sfoglia dei tortellini, fatta ben asciugare e poi tritata velocemente nel frullatore.
Il brodo matto è fatto con la carne macinata.
I piselli, per ovvie ragioni stagionali, sono surgelati.
Il risultato è una zuppa veloce e molto riscaldante, adatta a una fredda sera invernale.

Servono:
  • 1 scalogno
  • 2 coste di sedano bianco
  • 1 carota
  • 150 gr di carne macinata
  • 1 cucchiaio circa di conserva di pomodoro
  • 100 gr di pisellini
  • olio extravergine di oliva
  • 1 litro abbondante di brodo vegetale
  • 120 gr di grattini o manfrigoli o malfattini
  • sale e pepe

Tritare il sedano, lo scalogno e la carota e farli soffriggere in un po' d'olio, poi aggiungere la carne macinata e lasciarla insaporire per qualche minuto e comunque fino a farle perdere tutto il rosa.
Aggiungere la conserva di pomodoro diluita in poco brodo caldo e, dopo qualche istante, bagnare con il restante brodo caldo. Unire i piselli, far riprendere l'ebollizione e cuocere per un quarto d'ora.
Aggiungere infine la minestrina, far cuocere il tempo necessario, regolare di sale e pepare a piacere, quindi servire con parmigiano grattugiato a parte.

Il commento della copiona: non è un piatto elegante, ma molto confortante. La foto è particolarmente brutta e può ricordare la minestra di Gian Burrasca, ma mi perdonerete, vero?




Torta di pere e amaretti

Ricetta proveniente dal vecchio forum del bimby, fatta anni fa e molto piaciuta.
L'ho rispolverata oggi per smaltire del cioccolato fondente che in casa mia nessuno vuole, men che meno sotto forma di torte. Qui non è prevalente e quindi lo hanno accettato tutti.
Come qualsiasi altra ricetta che nasce per il bimby o viene adattata si può fare un processo di reverse engineering e realizzarla senza.

Servono:
  • 200 gr di farina
  • 200 gr di zucchero
  • 100 gr di burro morbido
  • 100 gr di amaretti
  • 100 gr di cioccolato fondente
  • 2 pere medie
  • 3 uova
  • 1 bustina di lievito

Accendere il forno a 170° ventilato (oppure 180° normale).
Tritare finemente nel robot lo zucchero, il cioccolato e gli amaretti (se si usa il bimby: 10 sec. vel. 6), aggiungere le pere a pezzetti, le uova e il burro morbido, lavorando quanto serve (se si usa il bimby: 30 sec. vel. 6).
Infine incorporare farina e lievito e lavorare bene (col bimby: 30 sec. vel. 5).
Versare in uno stampo imburrato e cuocere per 35-40 minuti (regolarsi col proprio forno, come sempre!). Fare la prova stecchino, nel caso.
Sfornare, far raffreddare, poi sformare e spolverizzare con zucchero a velo.

Il commento della copiona: rimane umida e soffice, per niente gnucca. Davvero buonissima!

giovedì 8 dicembre 2011

Risotto all'arancia (giusto perché le fragole non sono in stagione...)

Il risotto alle fragole è un residuato bellico degli anni '80 del secolo scorso, partorito da quelle menti creative che volevano innovare la cucina italiana e épater les bourgeois, i buongustai legati ai piatti della tradizione.
Non l'ho mai fatto né mangiato, ma prima o poi succederà, immagino.
Per adesso, ho fatto questo risotto all'arancia, che è straordinariamente fresco e saporito e, non essendoci traccia di panna né di formaggio, è anche delicato e leggero.
E poi è di stagione.

Ho usato:
  • 350 gr di riso carnaroli
  • 1 grossa arancia sugosa
  • una grossa noce di burro
  • circa 1,3 lt di brodo di carne buonissimo
  • 1 piccola cipolla

Grattugiare la scorza dell'arancia e tenerla da parte, poi spremere l'arancia e ricavarne il succo.
Mettere a scaldare il brodo.
Tritare la cipolla e farla soffriggere nel burro: deve dorarsi senza bruciare (ovviamente ;-) ), quindi mescolarla spesso e tenerla badata.
Versare il riso, tostarlo un paio di minuti sempre mescolando, poi bagnare col succo d'arancia e col brodo caldo, aggiungendolo un po' alla volta, tirandolo a cottura.
Appena il riso sarà pronto, toglierlo dal fuoco, aggiungere la scorza grattugiata, mescolare bene e servire subito.
Se il brodo è saporito non occorre aggiungere né sale né pepe.

Il commento della copiona: buono, buonissimo! Le ricette con pochi ingredienti sono la mia fissa e questa è veramente una delizia.

giovedì 1 dicembre 2011

Gnocchi di pangrattato (diventiamo tutti laboriosi ed economi)

Questa è una ricetta che viene da un vecchissimo numero della Cucina Italiana e si possono mangiare sia in brodo, sia asciutti e conditi con burro e parmigiano o anche salsa di pomodoro o anche ragu: insomma molto versatili.
E sono anche comodi, perché necessitano di riposo, quindi si possono preparare con calma e cuocere all'ultimo momento: io li ho fatti al mattino e li ho serviti per cena.
Le dosi si possono tranquillamente moltiplicare.

Servono:
  • 50 gr di burro + eventuale altro per condire
  • 4 uova
  • parmigiano grattugiato
  • pangrattato
  • sale
  • noce moscata
  • brodo di carne

Sciogliere il burro e lasciarlo intiepidire.
In una zuppierina sbattere i tuorli con un po' di sale e noce moscata a piacere, aggiungere il burro sciolto, 4 grosse cucchiaiate di parmigiano grattugiato e tanto pangrattato quanto serve per ottenere un impasto piuttosto sodo (2-3 cucchiai, più o meno).
Montare gli albumi a neve sodissima, con un pizzico di sale e incorporarli con cura al composto preparato.
Aggiungere ulteriore pangrattato (altri 2-3 cucchiai, incorporandoli un po' alla volta, fino ad ottenere la giusta consistenza) e far riposare al fresco (non in frigo) per almeno tre ore.

Poco prima di andare in tavola, mettere a scaldare il brodo e nel frattempo preparare gli gnocchetti, tondi o ovali e grandi a piacere: quelli della foto avevano la lunghezza di un dito mignolo, più o meno.
Appena il brodo raggiunge il bollore, abbassare la fiamma al minimo, in modo che l'ebollizione sia appena accennata e versarvi gli gnocchetti. Quando tutti saranno venuti a galla saranno pronti.
Se si servono in brodo, portarli a tavola così, servendo a parte il parmigiano.
Se si servono asciutti, scolarli con un mestolo forato e condirli con burro e salvia e parmigiano (come ho fatto io) oppure con il condimento preferito.

Il commento della copiona: sono buonissimi!

Penne con i mandarini e le olive nere (dal primo alla frutta senza passare per il via)

La mia passione per l'uso della frutta in ogni dove è ormai risaputa, non parliamo degli agrumi.
L'idea l'ho presa da un ritaglio di giornale, ma poi ho cambiato praticamente tutto, visto che la ricetta originaria, ancora una volta, era affogata nella panna e io evito di usarla quando proprio non è necessaria. Alla fine, dell'originale, ci sono rimaste le penne e i mandarini: il resto è roba mia.

Ho usato:
  • 350 gr di penne lisce
  • 3 mandarini freschissimi
  • 1 piccola cipolla dorata
  • burro
  • salvia
  • olive nere
  • prezzemolo tritato
  • brodo vegetale o di pollo
  • sale

Grattugiare la scorza dei mandarini e tenerla da parte.
Tritare la cipolla e farla dorare con un pezzetto di burro, alcune foglie di salvia e un po' d'acqua, cercando di caramellarla senza bruciarla.
Aggiungere gli spicchi di mandarino, privati dei filamenti e tagliati in due per il lungo, bagnare con poco brodo caldo e cuocere per una decina di minuti.
Circa a metà cottura, aggiungere le olive tagliate a rondelle e la scorza grattugiata dei mandarini. Aggiustare di sale.
Nel frattempo lessare la pasta al dente.
Appena pronta, scolarla e saltarla nella padella del condimento, aggiungendo una noce di burro fresco e prezzemolo tritato, ma questo proprio alla fine.
Servire subito.

Il commento della copiona: delicata, fresca e buonissima!

mercoledì 30 novembre 2011

Vellutata di pere, cipolle e patate (senza panna, eh!)

Questa è una di quelle solite ricette che avevo accumulato nel secolo scorso dalle mie mailing list e che non c'era mai stato tempo di provare.
L'ho preparata l'altra sera, modificandola pesantemente rispetto all'originale ed è venuta buonissima.

Ho usato:
  • 2 cipolle dorate medie
  • 3 pere abate
  • 2 patate
  • 1 litro di brodo di pollo
  • prezzemolo
  • burro
  • salvia
  • sale e pepe

Tritare le cipolle e soffriggerle in una grossa noce di burro e un paio di cucchiai d'acqua, insieme a qualche foglia di salvia, facendole dorare e caramellare ma sorvegliando perché non si brucino.
Aggiungere le patate tagliate a pezzetti e insaporirle per cinque minuti, poi unire anche le pere, sbucciate e tagliate a dadi.
Bagnare con il brodo e cuocere fino a quando le patate e le pere saranno morbide: una ventina di minuti dovrebbe essere sufficienti.
Eliminare la salvia, poi frullare il tutto col minipimer o usando un frullatore.
Aggiustare di sale e pepe e servire subito con una spolverata di prezzemolo tritato.

Il commento della copiona: una vellutata dal gusto dolce, ma gradevolissimo. Volendo, si può correggere qualche un po' di succo di limone.

Grattini in brodo al prezzemolo (comfort food? manca solo il formaggino...)

Ogni volta che si parla di comfort food, di cibi che rimettono a posto stomaco e spirito, la minestrina in brodo di solito stravince nella classifica di quelli più amati.
Per me il massimo è quella di dado, con le stelline e il formaggino Mio dentro: ricordi di infanzia, mia e dei miei figli.
Però mi piacciono un sacco anche i grattini e stasera li ho fatti, modificando una vecchia ricetta del bimby.
Non è di sicuro una novità, ma val la pena di ricordarla, perchè in 15 secondi viene fuori la pastina fresca da cuocere in brodo.
Si può fare anche con un frullatore o un robot, immagino.

Servono:
  • 1 uovo medio
  • 100 gr di farina bianca
  • 30 gr di semola rimacinata
  • 1,5 lt di brodo (di pollo, di carne, vegetale, di dado... non mi formalizzo ;-) )
  • un paio di cucchiaiate di prezzemolo tritato

Mettere nel boccale la farina bianca e l'uovo: 10 sec. vel. 3
Portare a vel. 5 e contemporaneamente versare la semola rimacinata. Far andare 2 secondi e spegnere.
Scaldare il brodo, versare la pastina e cuocerla per un paio di minuti.
Unire il prezzemolo tritato e servire subito.

Il commento della copiona: perfetta per riscaldarsi e confortarsi!

martedì 29 novembre 2011

Focaccia genovese (o sedicente tale: così l'ho comprata e così la rivendo)

Sono sempre molto titubante quando copio ricette tradizionali, perché ho visto troppe volte i puristi insorgere e rivendicare procedimenti e ingredienti fissati da rigidi disciplinari.
Farò così anche questa volta: questa focaccia l'ho trovata in una vecchia raccolta di ricette per la macchina del pane e l'ho fatta diverse volte, vedendola sempre sparire sotto gli occhi, divorata dalla famigliuola vorace.
Se non è genovese vera, ditemelo pure che cambierò il suo nome :-)
Il procedimento è per la macchina del pane, ma naturalmente si può fare anche impastando in un robot o con la planetaria o anche a manina.

Servono:
  • 310 gr di acqua
  • 280 gr di semola di grano duro
  • 200 gr di farina manitoba
  • 2 cucchiaini di zucchero
  • 4 cucchiaini di sale
  • 1 cucchiaio abbondante di olio extravergine di oliva
  • 1 bustina di lievito di birra disidratato
  • altro olio extravergine di oliva e sale per spennellare la focaccia

Mettere nel cestello della macchina l'acqua, l'olio e il sale, poi aggiungere le farine, lo zucchero e il lievito.
Impostare il programma impasto/dough, al termine del quale lasciare lievitare l'impasto ancora mezz'ora o anche un'ora dentro il cestello.
Ungere con abbondante olio una teglia di alluminio (non usare carta forno, bisogna appoggiare la pasta direttamente sulla teglia) e stenderla con le mani (non con il mattarello, si schiaccerebbe troppo). Non è un'operazione semplice, perchè l'impasto è molto elastico e ha l'antipatica abitudine di riacquistare la forma primitiva. Diventa molto più semplice se si solleva e si cerca di allargarlo con le mani, tipo pizzaiolo esperto.
Lasciare riposare l'impasto nella teglia per una ventina di minuti, intanto che si scalda il forno a 220° ventilato.
Trascorso il tempo di riposo, fare un'emulsione di acqua, olio e poco sale, sbattendola con una forchetta e usarla per spennellare la focaccia: abbondare, deve essere veramente bagnata.
Infornare per 25-30 minuti, fino a quando la superficie sarà bella dorata.
Appena uscita dal forno, spennellare nuovamente con acqua e olio e dopo due minuti tagliare e servire.

Il commento della copiona: genovese o non genovese, questa focaccia è buonissima!



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